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RIUNIONE DEL 15 OTTOBRE E IL COMUNICATO STAMPA DEL MINISTRO
 
 

 Ieri abbiamo avuto una importante riunione di contrattazione nazionale che si è dipanata su alcune questioni interne, ma che è stata inevitabilmente condizionata dalla conferenza stampa in pompa magna convocata dal Ministro e dagli annunci conseguenti. Sui quali al momento non riteniamo utile pronunciarci in quanto vogliamo leggere il disegno di legge stabilità per comprendere l'effettiva portata delle norme previste per il settore. Con una significativa eccezione, relativa all'annuncio di 500 nuove assunzioni di personale tecnico-scientifico in terza area. Un concorso che si dovrebbe avviare nel 2016 per concludersi nel 2017. Dal quale saranno escluse alcune professionalità di terza area e senza nessuna previsione per la seconda area.
Un annuncio che naturalmente dovrà essere oggetto di approfondimento in relazione alle legittime aspettative del personale idoneo interno, che rischiano di venire un'altra volta deluse malgrado gli impegni formali più volte assunti sul tavolo dalla parte politica nella persona del Capo di Gabinetto. Una evenienza certamente non auspicabile e che produrrà dei pesanti riflessi sulle relazioni interne, dimostrando ancora una volta la scarsa fiducia che la direzione politica di questa Amministrazione dimostra verso i lavoratori del MIBACT, del resto coerente con l'impostazione politica governativa che stanzia 200 milioni di euro per il nuovo contratto, una vera e propria mancia che aggira la sentenza della Corte Costituzionale. L'altro aspetto che vogliamo mettere in evidenza è che l'avvio di un processo occupazionale dovrebbe basarsi su una capacità di programmazione dei fabbisogni occupazionali che dovrebbero esulare dalla mera politica degli annunci. 500 assunzioni possono essere un fatto positivo, ma nel 2017 saranno una goccia nel mare, considerato che in quell'anno ci troveremo con ogni probabilità con una riduzione dell'organico di ulteriori 1000 lavoratori circa solo sulla base dei pensionamenti. Ci chiediamo inoltre cosa si farà nel frattempo, come si pensa di sopperire alle attuali gravi carenze nell'organico, come si potrà rispondere alla giusta rabbia dei lavoratori che da anni svolgono mansioni superiori mandando avanti la baracca.
Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: una politica  che non investe sul patrimonio professionale interno è una politica miope e una politica che mira a sfiduciare i lavoratori e le loro rappresentanze non porta altri risultati se non quelli di aumentare il livello di conflittualità e non bastano decreti anticostituzionali per sopirlo. Chiediamo pertanto il rispetto degli impegni assunti: ricordiamo che sul piano occupazionale si doveva aprire un confronto e invece ancora una volta si è preferito ancora una volta la politica degli annunci. Pertanto noi riteniamo che ci debba essere chiarezza e che tale chiarezza debba provenire dalla direzione politica del Ministero.
L'altro aspetto che tendiamo a mettere in evidenza è che noi siamo certi che una corretta politica occupazionale deve far riferimento alle leve interne ed all'occupazione dall'esterno. Nel modo scelto si sollecita invece la contrapposizione tra le giuste aspettative dei cittadini interessati ad avere un impiego pubblico e le altrettanto legittime aspettative di chi si vuole riconosciuto un percorso professionale, che in gran parte lo porta quotidianamente a svolgere compiti non riconosciuti sia dal punto di vista economico che da quello normativo. Contrapposizione che non esiste in quanto le disastrate condizioni dell'organico consentono tuttora di percorrere entrambe le strade, peraltro con la possibilità di provvedere immediatamente a sopperire alle gravi carenze che si determinano nei cicli di tutela del patrimonio a seguito della distribuzione del fabbisogno organico con costi del tutto minimali e senza minimamente porre in discussione  l'attivazione di adeguate misure di reclutamento dall'esterno.
Da ultimo ci preoccupa fortemente l'assenza di prospettive occupazionali nella seconda area, sulla quale incombe la prospettiva di esternalizzazioni in house o di esternalizzazioni tout court. In assenza di risposte ci regoleremo: attiveremo vertenze per il riconoscimento economico delle mansioni superiori e chiederemo ai lavoratori di non accettare conferimenti di mansioni superiori in deroga alle norme.   Per tornare ai temi della riunione abbiamo sottoscritto e vi alleghiamo un accordo che consente l'accantonamento immediato delle somme per il pagamento mensile delle turnazioni. Somme che, a differenza degli anni scorsi, saranno immediatamente disponibili  dall'inizio dell'anno prossimo. Questo risultato, di cui verificheremo presto l'attuazione, giunge grazie alla nostra perseveranza e all'impegno della Direzione Generale Bilancio e consente quanto meno la certezza della retribuzione mensile dei turni senza doverci costringere ogni anno ad affannose rincorse dei vari organi di controllo. Bastava questo, senza bisogno di attacchi strumentali ai lavoratori ed ai loro diritti fondamentali con decretazioni di urgenza.
 Sugli organici: l'Amministrazione ci ha comunicato che ha terminato la fase di ricognizione degli organici e adesso si può procedere al riconoscimento dei passaggi orizzontali. Sul punto abbiamo chiarito che non siamo affatto d'accordo con l'impostazione data dall'Amministrazione  e noi riteniamo che le istanze siano accoglibili senza alcun paletto derivante sia dalla previsione di lasciare una percentuali di posti all'accesso dall'esterno  e senza richiedere ai lavoratori titoli che dovevano casomai essere richiesti nel momento in cui si sono emanati ordini di servizio che applicavano gli stessi alle mansioni verso le quali i lavoratori chiedono a buon diritto di transitare. Quindi abbiamo invitato l'amministrazione a riformulare per la prossima riunione una proposta che tenga conto dell'impostazione della parte sindacale in modo da chiudere la partita, chiusura necessaria per poter procedere poi al bando di mobilità volontaria. Infine la questione del Consiglio Superiore: abbiamo unitariamente chiesto delle modifiche al regolamento e l'Amministrazione ci comunicherà a breve le sue decisioni in merito a queste richieste: in ogni caso noi riteniamo necessario procedere al rinnovo delle rappresentanze del personale entro  fine anno.                  
Questo non certo perché non ci sentiamo adeguatamente rappresentati, anzi. Ma perché riteniamo un grave vulnus il perdurare di una situazione che vede un Consiglio tutto rinnovato tranne la parte che riguarda le rappresentanze dei lavoratori.    

FPCGIL NAZIONALE
Claudio Meloni                  

 
 
 
 
 
 


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