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Corto circuito: all'Amministrazione saltano i fusibili!
 
 

Una riunione lampo quella di questa mattina tra Delegazione di parte datoriale ed Organizzazioni Sindacali: ci siamo presentati al Tavolo negoziale per ascoltare la risposta dell'Amministrazione rispetto alla nostra proposta illustrata nel comunicato dello scorso 27 novembre e la replica è stata la seguente:

· 50% dei passaggi per il personale dell'Area A nel 2015 con riconoscimento di 45,00 € di maggiorazione TEP da riassorbire in caso di passaggio per il restante 50%;

· rinvio sine die per i passaggi all'interno delle Aree B e C da legare al nuovo modello organizzativo di là da venire (un modello a tutti ignoto!).

È evidente che la posizione dell'Ente rappresenta una netta chiusura da parte di chi, vertice politico e gestionale, cerca di riversare sul personale dell'Istituto frustrazioni per l'incapacità dimostrata nelle sedi parlamentari e governative di far valere in termini di risorse e di attenzione politico-legislativa la specificità dell'Inps.
Qualsiasi datore di lavoro degno di questo nome considererebbe la crescita del proprio personale non un costo ma una risorsa sulla quale investire per il futuro.
  
Altro che discontinuità nelle relazioni industriali!

Se i vertici ponessero maggiore attenzione allo stato di disagio del personale su tutto il territorio nazionale, un personale i cui carichi di lavoro aumentano in modo esponenziale con un'Amministrazione dal volto arcigno, pronta a colpire con sanzioni disciplinari al primo errore o disattenzione, e non fosse distratto dall'organizzazione di convention o seminari fatti ad uso e consumo della promozione dell'immagine del "principe", ne guadagnerebbero in dignità e stima anche da parte della cosiddetta opinione pubblica di cui si temono i severi giudizi.

Giudizi talmente severi che si continuano ad elargire incarichi esterni per l'esercizio di funzioni rispetto alle quali abbiamo le professionalità interne ed in 18 mesi (Accordo di programma 2014/2016 sottoscritto il 29 maggio 2014), a differenza di altre realtà del pubblico impiego, non si è stati in grado di portare al Tavolo nazionale uno straccio di piano di risparmi che prevedesse reinternalizzazioni di attività ed efficientamenti tali da generare risorse da destinare in parte al salario accessorio del personale.

Se queste sono le premesse chiameremo alla mobilitazione il personale dell'Inps.

     FP CGIL/INPS                   CISL FP/INPS                        UIL PA/INPS 
Oreste CIARROCCHI           Paolo SCILINGUO                    Sergio CERVO
                                             

 
 
 



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