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LA MANCATA SCELTA - Comunicato Fpcgil
 

   
Nella riunione di ieri purtroppo le evidenti divisioni sul fronte sindacale non hanno consentito il raggiungimento del risultato che ci eravamo prefissi. Nessun pre accordo sulle progressioni e una divisione sul tavolo che è parsa in tutto e per tutto ripercorrere quelle antiche, fatte di polemiche artificiali e strumentali. Sia chiaro: nessuno vuole mettere in dubbio la legittimità di altre posizioni sindacali, chiuse a riccio a difesa dell'esistente e pertanto del tutto non condivise da parte nostra. Francamente non ci è piaciuto il clima, nel senso che noi non abbiamo certo capito quali fossero le proposte portate avanti da UIL e FLP, anzi ci è parso che la si volesse buttare in caciara, nel polverone. Come sapete non è nostro costume fare polemiche con gli altri sindacati, ma certo le posizioni espresse ieri hanno messo fortemente in discussione un rapporto unitario che sembrava essersi consolidato nel corso di questi anni difficili e ha riportato alla luce divisioni passate che credevamo sepolte. Ma la questione è troppo delicata per poterci passare sopra: noi abbiamo chiesto un accordo che consentirebbe la progressione economica per 12.050 lavoratori, ovvero circa il 70% del personale attualmente in servizio. Per fare questo la strada è stretta e comporta necessariamente la revisione dei due progetti nazionali.
Ci è stato detto che occorre consultare i lavoratori: ebbene noi abbiamo lanciato la proposta di un referendum e siamo pronti. Il problema è che ieri non si è deciso nulla, anzi si è ributtata la palla dall'altra parte pretendendo che qualcuno reperisse risorse fresche di cui non si vede traccia. Anzi, basta leggere la legge di stabilità appena approvata dal Parlamento per comprendere che casomai il problema è come tenerci stretta l'attuale disponibilità economica, su cui si prevedono tagli ulteriori. Pertanto l'impressione è che ieri si è lavorato per non avere nessun accordo, e l'accordo che noi avevamo proposto era di fissare l'importo dei 23 milioni di euro come tetto e subito dopo andare al referendum tra i lavoratori. Quindi nessun impegno vincolante ma solo un accordo di prospettiva e una consultazione democratica tra i lavoratori. Insomma si è persa una opportunità e la si è persa nel modo peggiore. Adesso vedremo nel 2016, ma certo la partita non parte con i migliori auspici e  le divisioni nel fronte sindacale non aiutano. Ma noi perseguiremo con tenacia il nostro obiettivo: ci siamo impegnati su questo con i lavoratori e siamo abituati a mantenere i nostri impegni.  

Sempre ieri abbiamo sottoscritto finalmente l'accordo, che vi alleghiamo, che dà l'avvio alla fase di mobilità volontaria: ci pare un buon accordo nell'equilibrio tra i punteggi, nella salvaguardia delle prerogative sindacali e in riferimento ai  pochi provvedimenti emessi in modo legittimo relativi agli spostamenti del personale effettuati nella fase transitoria. Naturalmente occorrerà tutta la nostra attenzione nella gestione di questa delicatissima fase, sia a livello nazionale che territoriale.  
 Sul decreto relativo ai passaggi orizzontali abbiamo chiesto chiarimenti in ordine a molte situazioni anomale che ci sono state segnalate. Vi invitiamo pertanto ad inviarci le vostre segnalazioni che saranno da noi trasmesse alla DG Organizzazione per una verifica, così come abbiamo chiesto una verifica puntuale dei titoli presentati. Vedremo.      
     
Trovati i colpevoli dello sfascio del Ministero.  
Abbiamo letto con un certo sconcerto le dichiarazioni del Soprintendente Prosperetti su vari giornali,  che finalmente ci svela quali sono i veri colpevoli della crisi del Ministero. Ovvero i funzionari archeologi della Soprintendenza romana, fino a poco tempo fa indicati come esempio per il mondo intero e adesso ridotti ad una banda di incapaci. Dichiarazioni che la dicono lunga su quanto sta avvenendo. Stiamo parlando di una amministrazione che non ha avuto nulla da ridire al "professor" Pietro Ichino che sul suo blog delira accostando i terroristi dell'IS ai lavoratori del Colosseo e adesso non ha alcuna remora ad accusare pubblicamente i suoi lavoratori più qualificati. Complimenti al Soprintendente Prosperetti: lo conoscevamo come mente critica e lo scopriamo ogni giorno di più pasdaran della valorizzazione in salsa franceschiniana. Come si dice cambiare idea è legittimo ma certo accusare pubblicamente i propri lavoratori no. Non si fa, è veramente un colpo basso. Ci spieghi invece il Soprintendente come verrà gestito il circuito di ristorazione che ha in mente di attuare: a naso non ci pare che ci saranno grassi profitti per il Ministero e sempre a naso ci pare invece manna per i privati.  
Roma, 23 dicembre 2015 

Claudio Meloni
FP CGIL Mibact      

 
 
 
 
 


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