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Comunicato ACI - stralcio norme PRA



E' ormai noto che dal disegno di legge sulle cosiddette "liberalizzazioni" sono stati stralciati gli articoli inerenti la soppressione del P.R.A. ed è altrettanto nota la volontà del Governo di trasferire la discussione sulla materia nell'ambito della Commissione Trasporti alla Camera dei deputati.
Un disegno di legge che per gli argomenti specifici era nato male, nel merito e nel metodo, ed è, giustamente, naufragato.
Abbiamo contestato il merito, poiché non ci appariva organico ad un disegno più complessivo di riorganizzazione dell'intero settore e perché non prefigurava una reale tutela delle lavoratrici e dei lavoratori se non con una mobilità selvaggia con relativa dispersione di professionalità.
Abbiamo contestato il metodo, perché contemporaneamente alla firma del "Memorandum sul lavoro pubblico", nel quale è prevista una ampia gamma di relazioni sindacali a proposito di riforme nella Pubblica Amministrazione, il Governo con un atto unilaterale ed irrispettoso del "Memorandum" provvedeva ad una riforma, o meglio dire "soppressione", di un settore della Pubblica Amministrazione.
In più occasioni, ribadendo fra l'altro quanto sostenuto in tempi passati, abbiamo chiesto incontri ai Ministri dell'attuale Governo, titolari della materia, per poter illustrare non solo i motivi della nostra contrarietà, ma soprattutto e più compiutamente le nostre idee relative a processi di riforma dell'intero settore dei trasporti terrestri; idee che abbiamo condiviso con le altre OO.SS. e che comunque sono state rese note alle lavoratrici ed ai lavoratori dell'ACI, al Governo ed all'opinione pubblica.
Siamo convinti che l'intero settore possa e debba essere interessato ad un processo di accorpamento delle funzioni e delle attività pubbliche oggi in capo a più amministrazioni.
A tal proposito ipotizziamo la creazione di un nuovo soggetto pubblico che accorpi le funzioni e le attività pubbliche oggi in capo all'ACI ed al Dipartimento trasporti terrestri del Ministero dei trasporti e nel quale far confluire i dipendenti dei settori interessati coinvolgendo, anche con processi di reinternalizzazione, quelle attività cosiddette "core" al fine di una ottimale utilizzazione delle risorse finanziarie pubbliche.
In questa ottica abbiamo anche affermato la necessità che la natura giuridica di questo nuovo soggetto pubblico non possa che essere quella di Ente pubblico non economico dotato di autonomia di bilancio.
È nostra convinzione che tale progetto vada nella giusta direzione rispetto alla richiesta dei cittadini in termini di ulteriore semplificazione, di efficacia ed economicità e, nel contempo, vada incontro alle richieste dei lavoratori interessati in termini di salvaguardia del posto di lavoro, della tutela delle professionalità e dei trattamenti economici acquisiti.
Le lotte e le iniziative promosse dalle OO.SS., con la piena e totale presenza e condivisione della Funzione Pubblica CGIL, che hanno visto una grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell'ACI ed hanno stimolato positivamente la sensibilità di molti parlamentari dell'attuale maggioranza di Governo, hanno ottenuto il giusto e meritato successo!
Quanto fatto è stato per controbattere ad uno "sgorbio" legislativo che si stava proponendo e che non ha niente a che vedere con i cosiddetti processi di "liberalizzazione".
Quanto fatto è per proporre una idea di garanzie e tutele dei diritti collettivi e dei singoli cittadini nell'alveo dell'unico soggetto in grado di garantirli, ossia la pubblica amministrazione.
Sbaglia chi pensa che l'abolizione del PRA sia una "liberalizzazione"; sbaglia chi pensa che lo stralcio dal disegno di legge delle norme relative al PRA sia "intollerabile"; sbaglia chi sostiene che in quelle norme vi fossero le tutele dei posti di lavoro e dei lavoratori!
Il nostro lavoro continuerà per vedere realizzato un progetto che abbia come fine una amministrazione pubblica "amica" dei cittadini così come è stato, ad esempio, per lo STA (Sportello Telematico per l'Automobilista).
Una attenzione maggiore ed una ancora maggiore cautela, è l'invito che rivolgiamo anche a chi si approccia ad affrontare argomenti così delicati senza il necessario supporto informativo. Roma 15/6/2007

p. FPCGIL Funzioni Centrali
il Coordinatore naz. Funzioni Centrali

(V. Di Biasi)



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