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Sanità, Cgil Cisl Uil: no a spaccature tra professioni sanitarie


Comunicato Stampa Fp Cgil - Cisl Fp - Uil Fpl

No spaccature e steccati tra le professioni sanitarie
Per fare innovazione organizzativa e contrattuale
serve un tavolo con tutte le professioni


Roma, 2 marzo 2016

╚ ormai da quasi un decennio che siamo mobilitati per rappresentare ai Governi che si sono succeduti le grandi fragilitÓ del servizio sanitario pubblico. Un servizio che Ŕ in graduale dismissione per colpa di politiche sbagliate, prime fra tutte la costante diminuzione di risorse i blocchi del turn-over e della contrattazione.

Da Prodi a Renzi passando per Berlusconi, abbiamo organizzato decine di iniziative nazionali e locali che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di lavoratori appartenenti alle diverse anime del pubblico impiego, in particolare tra i professionisti e gli operatori della sanitÓ. I risultati delle ultime elezioni delle RSU, eccellente in termini di partecipazione al voto e di consenso per i sindacati confederali, sono la migliore testimonianza del coinvolgimento che siamo riusciti a creare. Un coinvolgimento trasversale, al di lÓ di steccati e barriere sia ideologiche che professionali.

╚ su questa esperienza di condivisione ampia di proposte e obiettivi che si fonda la nostra visione globale del percorso, non solo organizzativo ma anche contrattuale, che deve portare a una riorganizzazione innovativa del settore sanitario e al rilancio dei suoi servizi. E siamo i primi ad essere sorpresi che qualcuno pensi ora di metterlo in discussione. La definizione dei nuovi comparti e aree dirigenziali deve rappresentare l'unitÓ del sistema professionale ed organizzativo del servizio sanitario nazionale, riconoscendo strumenti contrattuali in grado di valorizzare le specificitÓ di tutte le professioni sanitarie, tecniche, amministrative e professionali nei diversi ambiti lavorativi ospedale, territorio, servizi di emergenza, di continuitÓ assistenziale, distretti, strutture protette ecc.. in una convergenza che permetta di riconoscere le diverse competenze professionali che concorrono alla risposta di salute per il cittadino. Anche per questo il rinnovo del Contratto Nazionale di lavoro non Ŕ pi¨ rinviabile.

Non si tratta di una forzatura. Un progetto serio di modernizzazione del servizio sanitario nazionale richiede innovazione organizzativa, ma non solo: vanno utilizzati tutti gli strumenti, anche quelli contrattuali, per declinare nelle diverse realtÓ modelli organizzativi pi¨ avanzati e per valorizzare le competenze dei professionisti e degli operatori nei nuovi percorsi di cura e assistenza.SarÓ un cammino di evoluzione complesso, impegnativo e pieno di difficoltÓ, ma proprio per questo siamo convinti che le centinaia di migliaia di lavoratori del servizio sanitario nazionale debbano marciare uniti, senza spaccature ideologiche nÚ steccati tra una professione e l'altra.

 


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