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Incontro di ieri presso il Ministero della Salute sulla proposta per i precari degli IRCCS pubblici.


Ieri mattina si è svolto presso il Ministero della Salute un incontro relativo alla presentazione di una proposta finalizzata ad affrontare le criticità del precariato dei ricercatori degli IRCCS pubblici.Pur mancando una formulazione scritta della proposta, si è discusso delle problematiche relative ad un possibile percorso di riconoscimento dei lavoratori che operano nell'ambito della ricerca sanitaria, assunti negli anni con contratti di lavoro atipico e flessibile, per i quali trova applicazione il CCNL della Sanità pubblica.Valutiamo positivamente l'apertura al dialogo e l'avvio di un confronto da parte del Ministero in merito al problema di un numero considerevole di lavoratori precari sollevato già da tempo e portato all'attenzione delle Istituzioni da parte delle scriventi.La proposta del Ministero, esposta dal Dott. Leonardi, è quella di procedere con la stesura di un articolato normativo che tenga conto delle peculiarità del comparto e del settore della ricerca, anche prevedendo deroghe e specificità per questo tipo di lavoratori rispetto alla normativa generale relativa all'accesso al pubblico impiego, all'utilizzo di tipologie contrattuali previste dal decreto legislativo n.165/2001 e dal decreto legislativo n. 81/2015 (sulla disciplina organica dei contratti di lavoro). Quanto alla tipologia contrattuale scelta dal Ministero, non è ancora chiara se la stessa ricadrà sul contratto a tempo determinato (10 - 15 anni) finalizzato a favorire percorsi di maggiore stabilità per tutti gli operatori e professionisti degli IRCCS pubblici che ad oggi svolgono le prestazioni lavorative con contratti di collaborazione coordinata e continuativa anche nella modalità a progetto, assegni e dottorati di ricerca, ecc.Abbiamo evidenziato molti dubbi e perplessità circa i tempi e la durata di un possibile contratto a termine che, se non controllato e gestito secondo le norme di legge ad oggi applicabili e in vigore, potrebbe aumentare i numeri della precarietà nel pubblico impiego in generale e nel comparto della Sanità pubblica in particolare. La proposta e la discussione hanno determinato un clima di confusione e poca chiarezza in merito alla proposta stessa, abbiamo quindi chiesto una proposta concreta e scritta nonché un nuovo incontro da tenersi a breve termine durante il quale discutere della stessa.Vi terremo aggiornati sugli sviluppi e sulle eventuali novità che dovessero concretizzarsi ed essere sviluppate nel corso dei prossimi incontri.

Roma 10 Maggio 2016

        FP CGIL              CISL FP              UIL FPL   
Cecilia Taranto Daniela Volpato Giovanni Torluccio



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