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Orario di servizio e di lavoro. Criteri generali art. 7, 2° c. DPR 333/1995. Circolare Avvocatura Generale dello Stato n.33/2016


Lo scorso febbraio l'Avvocatura Generale ha inviato, alle OO.SS. e al Comitato Unico di Garanzia, una bozza di circolare sull'orario di servizio e di lavoro, sulla quale sia la scrivente O.S. sia il CUG hanno formulato osservazioni di merito e proposte.  
Circa 10 gg orsono, dopo diversi solleciti, ci è pervenuta la risposta dell'Amministrazione (che alleghiamo insieme alla circolare), dai contenuti molto discutibili e diretti solo a rappresentare una posizione di totale chiusura a qualsiasi possibile confronto e mediazione. Infatti, a distanza di poche ore, è stata divulgata la circolare n. 33/2016, dai contenuti identici a quelli della bozza inviata a titolo di informazione preventiva quattro mesi fa.    
Da parte nostra abbiamo subito trasmesso al Segretario Generale una nota di stigmatizzazione della condotta assunta. Riteniamo però che l'argomento meriti un approfondimento, utile ad evidenziare le maggiori criticità.  
 Un principio generale ed irrinunciabile che rivendichiamo è il rispetto della contrattazione decentrata di posto di lavoro. La circolare 33 non è il risultato di un confronto con le OO.SS. a livello centrale, ma rappresenta una scelta unilaterale dell'Amministrazione. Inoltre è opportuno approfondire in tale sede eventuali problematiche relative al programma di rilevamento delle presenze in relazione con accordi locali e situazioni precedenti.  
 Entrando nello specifico la confusione generata dall'art. 4, "Orario ordinario" entra palesemente in conflitto con quanto previsto dal art. 19 comma 2 del CCNL 1994-1997 ed anche con l'art. 8, che correttamente rimanda la definizione dell'articolazione dell'orario di lavoro all'esame con le OO.SS. in sede locale. E' utile ricordare, anche, che il DPR 333/1995, all'art. 7 individua, fra le attribuzioni degli avvocati distrettuali, quella di adeguare l'orario di servizio della sede alla "specifica realtà locale" tenuto conto dei criteri generali indicati dal segretario generale; dunque sono possibili interlocuzioni per la modifica dell'orario di servizio in sede locale a seconda delle esigenze della sede poiché è previsto, ai sensi del CCNL, l'ascolto preventivo delle OO.SS.  
Avevamo proposto all'Amministrazione l'introduzione dell'istituto contrattuale"banca delle ore", ex art. 27 CCNL integrativo del CCNL del 16/05/2001. La risposta, negativa, dell'Amministrazione, motivata da "rigidità amministrativo-contabili è inaccettabile. Un istituto contrattualmente previsto non può non essere applicato per la motivazione rappresentata. E' compito dell'Amministrazione trovare le soluzioni adeguate a superare qualsiasi rigidità. Va rimarcato, per evitare di ingenerare confusione sul tema, che l'accumulo orario previsto dal sistema informatico ad oggi in uso nulla ha a che fare con l'istituto contrattuale della Banca delle Ore,  ma è ad oggi l'unico strumento utile per conteggiare positivamente le eccedenze orario a qualsiasi titolo effettuate. Tuttavia, banca delle ore, straordinario retribuito e riposi compensativi (ma potremmo aggiungere l'orario plurisettimanale ed altro ancora) sono istituti diversi e distinti che il lavoratore può utilizzare per assolvere ad esigenze di servizio esistenti. La rigidità dimostrata dall'Amministrazione su una materia flessibile come quella dell'orario di lavoro deve preoccuparci tutti, anche perché rischia di incidere negativamente sul quotidiano di ciascun lavoratore, sulle esigenze personali, familiari, sui tempi delle città, che diversamente ben potrebbero conciliarsi con le esigenze di servizio e addirittura favorirne l'assolvimento.         
E' evidente che la materia dell'orario, in sé complessa ed articolata, mal si presta ad essere trattata attraverso comunicati e note scritte, e nel nostro caso la difficoltà assume contorni esponenziali a causa della confusione e degli errori fatti dall'Amministrazione.         
Riteniamo quindi imprescindibile impegnarci per ottenere un mutamento delle cose, e in questo percorso vi chiediamo un contributo attivo avviando, ove possibile, la contrattazione decentrata e segnalandoci a vostra volta le criticità sul vostro posto di lavoro, eventuali decisioni adottate unilateralmente dall'Amministrazione locale, e quanto possa risultare utile all'obiettivo di riportare al tavolo sindacale la parte pubblica.    
 Roma, 7 luglio 2016             
         
per Funzioni Centrali FPCGIL    
         Nicoletta Grieco  



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