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MIUR: Comunicato su conclusione confronto progressioni


La pesca dell'Amministrazione ha funzionato e, nella riunione di ieri, un'altra sigla sindacale, all'inizio fieramente contraria, ha rivisto la sua posizione e "responsabilmente" ha firmato l'ipotesi di accordo. Noi abbiamo semplicemente ribadito la nostra posizione, ormai nota, e sul merito dell'accordo, in attesa che ci venga inviata copia, è stata apportata una ulteriore piccola modifica, che abbassa il punteggio dell'anzianità di fascia da 1  a 0,70 punti per anno fino al limite previsto dei 20 punti massimi rivendicabili. Questa modifica, sufficiente a far cambiare idea ai colleghi dell'UNSA, in realtà nulla muta rispetto all'impianto complessivo di un accordo dove la differenza vera la farà quasi unicamente la media della valutazione individuale, fatta con un sistema discutibile ed estraneo al contesto normativo a cui esplicitamente l'accordo si richiama. Resta pertanto ferma la nostra contrarietà ad un accordo i cui criteri rischiano di penalizzare fortemente i lavoratori. L'accordo affronta adesso la complessa fase di certificazione da parte degli organi di controllo, certificazione necessaria alla sua efficacia. Noi vigileremo con grande attenzione su questo processo e certo non  faremo nessuno sconto al momento in cui le sue contraddizioni interne si caleranno sulle specifiche situazioni territoriali. Sempre nella riunione di ieri abbiamo chiesto di conoscere quali sono le intenzioni ed i programmi dell'amministrazione rispetto alle gravi carenze negli organici, in considerazione del prossimo (si spera) termine dell'operazione mobilità dalle province e dalla CRI, operazione che finora per il MIUR ha prodotto il topolino di sole 39 istanze di mobilità in tutto il territorio nazionale. L'Amministrazione ci ha risposto per la prima volta affermando di voler procedere, una volta riacquisite le facoltà assunzionali e sulla base delle risorse disponibili sul budget assunzionale, anche allo scorrimento delle graduatorie di idonei attualmente vigenti. Sul punto la questione critica che hanno sollevato è la distribuzione diseguale di queste graduatorie sul territorio nazionale, per cui è presumibile che non saranno presi in considerazione tutti gli idonei presenti con particolare riferimento a quelle regioni dove ne esiste un numero considerevole. Noi abbiamo ribadito che è possibile, tramite una norma specifica, trasformare le graduatorie da regionali a nazionali e che sarebbe utile al momento, ed in attesa di autorizzazioni e tempi di espletamento di nuove procedure concorsuali, far leva su tutte le possibilità occupazionali presenti. Vista la situazione inenarrabile di carenze immancabilmente richiamata ad ogni occasione dalla stessa controparte. Vedremo, ma certo la partita occupazionale sarà al centro dei nostri interessi a partire da settembre.   Sempre a settembre avvieremo il confronto sul FUA 2016, di molto ridotto a seguito dell'impegno sulle progressioni. Noi riteniamo che il MIUR debba mettere sul piatto nuove risorse e per il momento siamo al miraggio dei fondi PON promessi e mai portati al tavolo nazionale come disponibilità concreta. Anche su questo misureremo l'effettiva volontà di corrispondere agli interessi dei lavoratori e non solo a quelle del MEF e della Funzione Pubblica. Ma, se dobbiamo giudicare da quanto è avvenuto sulle progressioni, non ci pare di avere interlocutori in grado di puntare i piedi e sbattere i pugni sui tavoli che contano.      

Claudio Meloni
FP CGIL NAZIONALE  



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