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Corpo Forestale dello Stato: Nota congiunta

 
I Sindacati e i COCER del Comparto Sicurezza e Difesa si sono riuniti per valutare lo stato di attuazione della delega (legge n. 124/2015, c.d. "riforma Madia") riguardante la riorganizzazione dell'apparato di sicurezza e difesa e il riordino delle carriere del personale, alla luce della volontà governativa di modificare radicalmente gli attuali assetti istituzionali e funzionali delle Forze di polizia, per disegnare un nuovo modello di Sicurezza per il Paese e renderlo più moderno e rispondente alle esigenze di tutela da parte dei cittadini. Orbene, proprio con lo spirito costruttivo che ha sempre contraddistinto le scriventi OO.SS. e Rappresentanze Militari ed al fine di assicurare che il delineato processo riformatore porti realmente a garantire maggiore sicurezza e soprattutto a migliorare la qualità del servizio che quotidianamente gli uomini in divisa svolgono con spirito di abnegazione nei confronti dei cittadini e delle Istituzioni del Paese, ribadiamo come sia di fondamentale importanza che tale riforma avvenga nel pieno rispetto dei principi sanciti nella legge n. 121/1981, ovvero nello spirito di una maggiore democratizzazione del sistema della sicurezza del Paese. L'attuale progetto di riforma, complice anche l'insufficienza delle risorse stanziate, presenta lacune e criticità che avranno inevitabili ripercussioni sul personale. Emblematico è il caso, ad esempio, del riordino delle carriere, fortemente voluto dai sindacati e dal personale e che è atteso da tutti gli operatori della sicurezza da anni rischia di diventare l'ennesimo tentativo di una parte degli apparati di migliorare esclusivamente le prospettive di carriera delle alte gerarchie delle Forze di Polizia. In tale ambito, la richiesta congiunta che l'intero comparto sicurezza ha avanzato presuppone l'individuazione di maggiori risorse economiche, senza le quali non si riuscirà a garantire maggiore efficienza e l'auspicata riqualificazione del personale. Così come l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato, il cui personale, in virtù del transito delle funzioni di polizia ambientale e agroalimentare all'Arma dei Carabinieri, subirà una ingiustificata ed anacronistica militarizzazione "coatta", con grave perdita di diritti costituzionali fondamentali assicurati ad ogni cittadino della nostra Repubblica, in totale contrasto con lo spirito innovativo della legge speciale n. 121/81, che verrebbe in tal modo profondamente modificata in via del tutto irrituale con un decreto legislativo e attraverso un procedimento di consultazione semplificato e condotto a tappe forzate, che ha privato il dibattito civile, sindacale ed istituzionale del proprio ruolo rispetto alle delicate e centrali funzioni che la legge di riforma della sicurezza ha garantito sin dalla sua approvazione avvenuta ben 35 anni fa! Anche in tale ambito, la posizione pressoché unanime del Comparto è quella di contrarietà alla militarizzazione delle funzioni di polizia ambientale e soprattutto del personale, al quale vanno invece garantite le più ampie ed alternative possibilità di scelta nel transito ad altre Forze di polizia del Comparto.
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