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Comunicato

Riunione al DAP sul D.M. di istituzione dei Nuclei di Polizia Penitenziaria presso gli uffici di esecuzione penale esterna.  

In data odierna si è svolta al DAP la riunione per discutere della bozza di decreto ministeriale di istituzione dei Nuclei di Polizia Penitenziaria presso gli uffici per l'Esecuzione Penale Esterna elaborata dalla parte pubblica. Nel suo intervento la FP CGIL è partita dall'analisi della situazione attuale, precisando che la stessa desta forte preoccupazione nella parte sindacale. La realtà ci dice che il personale di Polizia Penitenziaria è presente da anni negli uffici per l'esecuzione penale esterna. La cosa grave è che non sono stati mai definiti i compiti che il suddetto personale deve espletare, non è stata precisata la sua dotazione organica, vi è stato assegnato con provvedimenti non previsti dalla normativa contrattuale e non ha potuto fruire di alcuna formazione.
Una situazione inaccettabile. Per questo motivo dal decreto ministeriale in discussione la FP CGIL si aspettava che tutte le lacune precedentemente elencate fossero colmate e che finalmente si capisse quale fosse il compito del Poliziotto Penitenziario nell'esecuzione penale esterna. Purtroppo, però, leggendo la bozza di decreto presentata la definizione di tali compiti è rinviata ad un futuro provvedimento del Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e ciò che era stato chiesto dalla FP CGIL, ossia che la Polizia Penitenziaria si dovesse occupare dei controlli di polizia delle persone ammesse alle misure alternative, non è ben definito nell'articolo 2 dell'elaborato. Non essendo definiti i compiti, di conseguenza, è impossibile capire anche quale sia la dotazione organica necessaria. Per questo abbiamo chiesto di modificare il decreto e discutere in un secondo momento di dotazioni organiche, interpelli per la mobilità, a cui a nostro parere dovrà partecipare tutto il personale di Polizia Penitenziaria, compreso quello già distaccato negli uffici per l'esecuzione penale esterna, e della formazione. Purtroppo, la risposta della parte pubblica non ha chiarito i nostri dubbi, ma ha contribuito a rendere ancora più confusa la situazione.
Il Capo del DGMC ha spiegato che per poter affidare alla Polizia Penitenziaria il compito di effettuare controlli di polizia sulle persone ammesse a fruire di misure alternative alla detenzione servirebbero 5000 unità, di cui l'amministrazione non dispone. Per questo motivo si è deciso che la Polizia Penitenziaria non si occupi di controlli di polizia giudiziaria, ma di controlli sulla correttezza dell'esecuzione penale.  Una definizione vaga ed inaccettabile per la FP CGIL, che non risolve i problemi che fino ad oggi ci sono stati circa il ruolo della Polizia Penitenziaria negli UEPE, ma rischia di creare ancora maggior confusione. Per questo abbiamo chiesto di modificare il testo del D.M. e di essere nuovamente convocati per raggiungere un accordo condiviso, ma la parte pubblica ha assunto solo l'impegno di fare tesoro delle osservazioni ascoltate e di sentire le organizzazioni sindacali prima della definizione del provvedimento del Capo Dipartimento previsto all'articolo 2. V
i terremo informati sui futuri sviluppi della vicenda.  
Roma, 26 ottobre 2016 

FP CGIL Nazionale
Comparto Sicurezza
Massimiliano Prestini 



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