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Comunicato su pasticcio progressioni e idonei

IL GRAN PASTICCIO DELLE PROGRESSIONI ECONOMICHE IL GRAN PASTICCIO DEI PROCESSI ASSUNZIONALI    

Come era ampiamente prevedibile la vicenda delle progressioni economiche sta rivelando tutti i limiti di un accordo sbagliato. Dalla marea di segnalazioni che ci stanno pervenendo in questi giorni emergono tutte le debolezze che noi avevamo puntualmente denunciato e che adesso riverberano sui lavoratori gli effetti. In particolare per quello che riguarda le media delle cosiddette valutazioni individuali e per la valutazione degli incarichi, un campo vasto di cui sono stati arati solo alcuni pezzetti, lasciando fuori una marea di incarichi legittimi e validi proprio ai sensi di quanto previsto dall'accordo, che si limitava genericamente a definire rivendicabili gli incarichi previsti da leggi e regolamenti, con la sola esplicita esclusione di quelli connessi alla sorveglianza nei concorsi. Per cui nella maggior parte dei casi sono stati ricompresi nei punteggi solo gli incarichi esplicitamente indicati nella domanda, non prendendo in considerazione l'indicazione "altro". Oppure in alcuni casi si registrano pure difformità con incarichi della stessa natura in alcuni casi riconosciuti in altri no. Nell'elenco degli incarichi fatto dall'Amministrazione ci risulta peraltro che almeno alcuni degli stessi sono avvalorati da disposizioni organizzative interne e non direttamente da leggi e regolamenti. Quindi i titoli rivendicabili sono stati definiti con assoluta discrezionalità dell'Amministrazione a cui si aggiungono le discrezionalità operate in sede di loro valutazione. Per non parlare delle medie di valutazione, sperequate in base ai range definiti in sede di contrattazione regionale e le penalizzazioni subite da coloro che per vari motivi le valutazioni non le hanno avute. Infine si registrano persino dei disallineamenti tra i punteggi acquisiti e quelli dichiarati senza alcuna apparente motivazione. Insomma un bel pasticcio, causato da un accordo improvvido prodotto da una vera e propria imposizione di criteri al tavolo negoziale: ricordiamo sempre l'aut aut determinato da una supposta pretesa degli organi di controllo, per cui ci veniva detto che in assenza del pseudo sistema di valutazione, del tutto estraneo anche agli stessi principi normativi a cui si riferisce, l'accordo non avrebbe avuto certificazione mentre in altri ministeri sono stati tranquillamente certificati accordi che non contengono queste clausole. In questo contesto i lavoratori penalizzati devono comprendere quali sono le loro possibilità: non è possibile ridiscutere questo processo per via negoziale: l'accordo è stato perfezionato a seguito dell'adesione della parte maggioritaria del tavolo sindacale ed è stato certificato dagli organi di controllo. Questo non significa certo che noi, non avendo sottoscritto l'accordo, ci sottraiamo alle nostre responsabilità verso i lavoratori, significa semplicemente che non possiamo modificare un accordo perfezionato. Cosa si può fare allora? L'unica strada percorribile è quella del ricorso individuale al giudice ordinario e il ricorso non può essere collettivo per evidenti ragioni normative. Il reclamo presentato già vale come interruzione dei termini di prescrizione, occorre dopo attivare una consulenza con un legale per verificare a livello individuale la propria situazione e la percorribilità di una eventuale vertenza. Da questo punto di vista abbiamo già segnalato il problema nell'ultimo comunicato e ribadiamo: i nostri Uffici legali territoriali sono a disposizione dei nostri iscritti per consulenze gratuite sulla percorribilità delle vertenze. E ovviamente sono aperte a tutti i lavoratori che se ne vogliano servire: valuteremo territorio per territorio il numero di richieste anche per favorire un trattamento il più possibile meno oneroso in caso di attivazione di vertenza. Per cui vi invitiamo a segnalare anche a noi queste necessità sui singoli territori: avremo cura di coinvolgere le nostre strutture territoriali al fine di garantire adeguata tutela ai lavoratori. Sempre su questo tema ci è apparso francamente discutibile l'appello che i colleghi della UIL hanno fatto ai lavoratori: il diritto alla tutela della propria posizione è un diritto primario e non sarà certo l'esercizio di questo diritto a condizionare i tempi di conclusione del processo entro il 31 dicembre prossimo. Casomai lo sono i pasticci combinati dall'Amministrazione. Quanto alle eventuali prossime progressioni noi, in questo momento, possiamo solo scrivere che sul Fua, parte fissa, è rimasto 1 milione di euro, che potrebbe coprire a malapena 300/400 progressioni. Se i colleghi della UIL hanno notizie migliori saremo lieti di condividerle, anche perché  noi, malgrado le numerose note inviate, non abbiamo notizie dell'Amministrazione. Tant'è che stavamo persino valutando di intraprendere vie legali e, se per il momento sospendiamo, è solo per il cambio del vertice politico che ci auguriamo denoti anche un cambio di passo dal punto di vista dell'attenzione alla drammatica situazione dei lavoratori amministrativi ed alle relazioni sindacali. Valuteremo pertanto dopo l'auspicabile incontro con il Ministro Fedeli, a cui non mancheremo di rappresentare il profondo scadimento delle relazioni sindacali e l'atteggiamento unilaterale e irrispettoso che riteniamo si stia consolidando verso i lavoratori e le loro rappresentanze democratiche.     Sempre in ordine ai silenzi ed ai pasticci dell'Amministrazione registriamo quello vistoso sui  processi occupazionali, possibili oggi  in base alla norma. Ricordiamolo e non mancheremo certo di segnalarlo al nuovo Ministro: la dotazione organica si avvia a grandi passi al superamento  della quota fatidica del 50% di carenza rispetto al fabbisogno teorico. Un dato che da solo rende l'idea di una situazione organizzativa ormai implosa, per la quale registriamo una sostanziale inattività dell'Amministrazione che già oggi può procedere almeno allo scorrimento delle graduatorie esterne, la cui validità è stata peraltro sensatamente prorogata fino al 31 dicembre 2017. C'è un Decreto del Ministero della Funzione Pubblica che già autorizza gli scorrimenti, nell'ambito delle ordinarie facoltà assunzionali, per alcune Amministrazioni e lascia la porta aperta ad altre. Abbiamo assistito invece all'ennesimo tentativo velleitario di inserire il solito emendamento in stabilità per fare nuovi concorsi, regolarmente bocciato e oggi abbiamo un Decreto del Ministero della Giustizia  che dichiara di voler attingere a graduatorie di idonei ai concorsi MIUR, attendendo, entro il 21 dicembre prossimo, l'assenso di questa Amministrazione. Noi sappiamo cosa significa cercare un lavoro e pertanto auguriamo a questi cittadini di trovare presto collocazione in questa od altra amministrazione: ci pare però del tutto singolare che il MIUR, nella situazione sopra descritta, rinunci all'unica possibilità occupazionale che al momento ha e ceda le proprie graduatorie ad altri ministeri. Sappiamo che, oltre alle facoltà assunzionali ordinarie, esiste un finanziamento in legge di stabilità per circa 10mila nuove assunzioni tramite nuovi concorsi in tutti gli Enti centrali. Ma il MIUR non si può certo permettere di attendere i tempi di espletamento dei nuovi concorsi e sarebbe del tutto opportuno che invece operasse da subito per assorbire le graduatorie esistenti. Non risolveranno molto, ma certo sarebbe un segnale assai apprezzabile che peraltro ci consentirebbe di sostenere con vigore le ragioni di questo Ministero in sede di assegnazione delle nuove possibilità occupazionali previste dalla legge di stabilità per il 2017. Questo tema, unitamente alla denuncia della gravissima situazione organizzativa, sarà centrale  nella richiesta, auspicabilmente unitaria,  di incontro urgente al nuovo Ministro. Vi terremo tempestivamente informati  sugli eventuali sviluppi.  
Roma,  16 dicembre 2016 

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale



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