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"Convegno di Genova - 10 anni di Uffici delle Entrate" Nota della Fp Cgil Nazionale

Roma, 10 luglio 2007

A tutti i lavoratori dell'Agenzia delle Entrate

Convegno di Genova
10 anni di Uffici delle Entrate
Quale fase 2 per l'Agenzia 
Un approccio sconcertante

Giovedì scorso, presso la sala conferenze della direzione regionale di Genova, alla presenza del Vice Ministro Vincenzo Visco, si è tenuto un Convegno avente per tema "dieci anni di uffici delle Entrate - Quale fase 2 per l'Agenzia.
E' stata una occasione, da parte del vertice dell'Ente, per valorizzare quanto fatto in questi anni ed aprire una riflessione su quanto ancora c'è da fare per migliorare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa.
Ed è stato proprio su quest'ultima parte della relazione del Dott. Romano che abbiamo, purtroppo, dovuto registrare contenuti ed atteggiamenti che non hanno mancato di suscitare tra il personale amarezza e sconcerto.
Mentre il Direttore, trasmesso in videoconferenza in tutto il Paese, tracciava il bilancio, del tutto positivo, che l'Agenzia può presentare con orgoglio al vertice politico ed iniziava a delineare il quadro degli interventi normativi ed organizzativi necessari a potenziare l'azione dell'Agenzia, cresceva infatti l'impressione di un approccio del tutto sbagliato circa la relazione tra i risultati raggiunti ed il ruolo dei lavoratori in questi anni.
Non và infatti mai dimenticato come l'amministrazione abbia sempre potuto contare su un personale che, tra mille difficoltà normative ed organizzative, ha creduto, fino in fondo, nel difficile processo riformatore avviato con il passaggio da Ministero ad Agenzia, fornendo sempre il massimo impegno ed affrontando, con pochi mezzi e con successo, tutte le sfide che i complessi e crescenti impegni operativi hanno richiesto.
Nella relazione del Direttore emergono al contrario una serie di patologie che vengono peraltro addebitate ad istituti normativi e contrattuali introdotti per tutelare situazioni di disagio personale, familiare o di salute, presenti in tutte le legislazioni europee, ed indicate come cause di disservizio o di scarsa produttività da rimuovere con il risultato di fornire nuovi argomenti agli "Ichino, di turno per alimentare la vergognosa campagna contro il lavoro pubblico cui assistiamo da mesi.
Meglio sarebbe stato, in una occasione di tale rilievo, dare conto dell'impegno profuso dalla grande maggioranza dei lavoratori e riconoscerne il ruolo fondamentale nella riuscita del processo di riforma.
Che dire poi dell'attacco al sindacato, prontamente ripreso da vari organi di stampa, circa una presunta, scorretta gestione dei distacchi sindacali che non è certo addebitabile come ben sa il Direttore al Sindacato Confederale, ma che viene presentato in termini così generici da screditare l'intero fronte sindacale.
Si resta francamente perplessi ricordando il sostegno decisivo che sin dall'avvio dei primi processi di riforma il sindacato confederale ha fornito per un fisco efficiente per l'ammodernamento della macchina organizzativa e la valorizzazione dei lavoratori finanziari.
Unica nota positiva la richiesta al vertice politico di garantire certezza di risorse attraverso la revisione dei meccanismi di finanziamento dell'Agenzia che riprende peraltro una rivendicazione da anni portata avanti dalle OO.SS. confederali e rispetto alla quale, in sede di convenzione per l'anno 2007, abbiamo ottenuto l'impegno del Ministero ad aprire un apposito tavolo di confronto.
Ci auguriamo che questo episodio resti un incidente di percorso e che "il vero sentire" dell'Amministrazione sia stato frainteso ma non possiamo esimerci dal sottolineare la nostra preoccupazione circa l'ipotesi che il vertice dell'Agenzia abbia deciso di inserirsi nel filone politico-culturale di coloro che vedono nei lavoratori del pubblico impiego e nel sindacato che li rappresenta un elemento di freno alla modernizzazione del Paese.
Se così fosse si sappia che il nostro sindacato, svolgerà fino in fondo il proprio ruolo per una amministrazione pubblica all'altezza delle esigenze dei cittadini, senza accettare arretramenti rispetto alle normative di civiltà, che tutelano i lavoratori.
Fraterni saluti

p. la FP CGIL Nazionale
Agenzia delle Entrate

Carlo Cielo





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