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Comunicato unitario "Convegno Demetra del 5 luglio 2017".

Dopo tutta l'enfasi creata ad arte intorno all'evento nel corso del quale é stato presentato lo "studio" commissionato nel 2016 dall'ENAC a Demetra sulla trasformazione giuridica dell'Ente; é bastato leggere le prime dichiarazioni stampa raccolte dai giornalisti presenti per poter fare ricorso ad una famosa frase: la montagna ha partorito il topolino...
Infatti, nel mentre ci si sbracciava per annunciare uno studio che avrebbe dovuto studiare tutti i nuovi, possibili scenari relativi ad una diversa veste giuridica da assegnare all'ENAC si é capito immediatamente che l'unico e il solo percorso individuato era quello che, a parere di cotante Emerite Eccellenze, portava dritti dritti alla sostanziale privatizzazione camuffata da Ente Pubblico Economico.
...e la cosa potrebbe meravigliarci poco se non fosse che questa dotta e saggia analisi giuridica rappresenta l'unica exit strategy commissionata dal precedete C.d.A. dell'ENAC negli ultimi anni. I frutti di questo azzardo sono purtroppo oggi di fronte ai nostri occhi:
nessuna soluzione - anche transitoria - per la ormai preoccupante carenza di personale, ritardo nella carriera di praticamente tutto il personale, perdita di autorevolezza di fronte agli operatori controllati del settore che - al contrario - diventano sempre più arroganti (vedi Società di Gestione) arrivando, addirittura, a proporre la trasformazione in società per azioni, cosa questa che pregiudicherebbe, la perdita di ogni rifermento di struttura governativa e di rilancio dell'attività dell'Ente sul mercato dei servizi internazionali.
A tale proposito, giova ricordare, che le scriventi sigle sindacali hanno da anni e in tempi non sospetti indicato e presentato prospettive di riforma capaci di assicurare l'auspicato cambiamento, senza portare l'Ente al di fuori della Pubblica Amministrazione.
Invece, tutta la stagione di analisi strategica di parte del nostro Vertice - che ha stressato il personale dell'ENAC da un anno a questa parte - fatta di riunioni a porte chiuse e dimostrazioni muscolari a colpi di carte protocollate, si è infranta contro le dichiarazioni del Vice Ministro presente all'evento Demetra che - dopo aver rappresentato il suo (e quindi del Governo) risentimento per una soluzione praticamente già preparata - ha con poche battute fatto capire a tutti che " il Re (o l'Avvocato ) è nudo", chiarendo che "non è questo il momento delle accelerazioni" e delle soluzioni raffazzonate (aggiungiamo noi).
Abbiamo quindi apprezzato le parole della politica e in particolare del Vice Ministro Riccardo Nencini, perché - rappresentando la complessità del processo da farsi - ha indicato il percorso logico che andrebbe seguito per mettere a fuoco la riforma sostenibile dell'Ente: definizione del modello di governance del settore (che chiarisca anche i rapporti con l'Autorità di Regolazione dei Trasporti), scelta della forma giuridica dell'ENAC e solo in seguito a tutto, individuazione (senza strani artifici giuridico-amministrativi) degli atti necessari per rendere efficace la riforma dell'Ente, che si immagina di tipo legislativo. Il Vice ministro invece ha sottolineato come lo studio cerchi di tracciare paradossalmente il percorso inverso.
Abbiamo poi apprezzato le dichiarazione del Presidente prof. Vito Riggio, che ha rappresentato l'anacronismo di una riforma indirizzata verso un Ente Pubblico Economico, richiamando poi l'attenzione dei politici sulle giuste richieste di deroghe sulle assunzioni e sull'impiego delle risorse in generale che il Governo deve ascoltare.
Fermo il fatto che il Sindacato capisce, e come bene..., gli scenari e le dinamiche che accompagnano questa situazione, abbiamo persino apprezzato le dichiarazioni del Direttore Generale Alessio Quaranta, che ha pubblicamente scelto di mantenere sul tema una posizione neutrale e distaccata.
Quello che non abbiamo apprezzato sono state le parole (dette e scritte) di chi da anni persegue altri scopi, troppo a senso unico; interessi che poco o niente hanno a che fare con le difficoltà affrontate oggi dall'Ente e che si riverberano sul clima aziendale a tutto vantaggio di quanti perseguono interessi di parte e non della collettività.
Dobbiamo tornare - dopo questo (speriamo non costoso) esercizio di stile - a rispettare i ruoli: spetta al Governo o al Parlamento disegnare la strada per il rilancio dell'ENAC, in primo luogo perché è nel loro interesse diretto avere un'autorità pubblica e indipendente dai soggetti controllati, capace di garantire la sicurezza e lo sviluppo del sistema di trasporto aereo nazionale; naturalmente, nel mentre, va dato ossigeno all'Ente (che oggi è arrivato al suo punto di non ritorno) attraverso deroghe sulla spesa per l'assunzione di personale qualificato.
Dobbiamo poi - qualora necessario - ricordarci e ricordare sempre a tutti il ruolo che spetta agli "ex" che - seppur apprezzati per ciò che hanno dato in passato - devono restare "ex"... per non essere scambiati per quei personaggi della famosa serie "A volte ritornano. ..". O peggio "a volte vorrebbero ritornare...". Qualunque sistema, se introflesso, è incapace di evolvere in qualcosa di migliore.
Il filo di Arianna da seguire per uscire dal labirinto che oggi ci imprigiona e che non ci permette di esprimere il nostro potenziale, è stato citato ed individuato da tutti (o quasi) i partecipanti all'evento Demetra: ottenimento di deroghe sulle assunzioni e uscita dalla tabella ISTAT.
A questo punto le domande sono: cosa è stato fatto negli ultimi anni in tal senso da parte dei nostri amministratori, anche dopo l'alleggerimento del blocco assunzionale? Quanto siamo stati distratti da questa lancia spuntata dell'EPE? Quanto ci costerà questo ritardo e questa distrazione rispetto a soluzioni sostenibili?
Per quanto ci riguarda, quindi, continueremo sulla strada avviata con il Presidente e con il nuovo C.d.A. che sollecitiamo a non prestare più di tanto attenzione ad affabulatori interessati ma di riprendere, con impegno ed immediatezza la sola via a portata di mano: quella dell'uscita dalla Tabella ISTAT. Quella via che obiettivi di varia natura , e non sempre chiari e dichiarati, tentano di bloccare per poter dimostrare che c'è solo una soluzione: quella loro e dei loro interessi. Il sindacato continuerà a vigilare unitamente alle lavoratrici e ai lavoratori dell'Ente e dei tanti soggetti che apprezzano un ENAC pubblico é pienamente funzionante al servizio Sistema Paese e non di altri sistemi.
Roma, 6 luglio 2017

     F.to                    F.to               F.to             F.to                 F.to
 FP- CGIL            FIT-CISL         UIL-PA           FLP              USB-PI
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