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L'Intersindacale scrive alle Istituzioni sulla vertenza sanità

Le organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica, Veterinaria, Sanitaria e Amministrativa del SSN intendono portare a conoscenza delle SSLL lo stato di profondo disagio ed insoddisfazione in cui 130.000 Dirigenti si trovano oggi ad operare. A due mesi dallo sciopero nazionale del 4 maggio, ancora nessuna delle motivazioni che lo hanno sostenuto ha trovato una soddisfacente risoluzione.

Il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, legato anche alla grave carenza di organici frutto della mancata riorganizzazione della rete ospedaliera e del blocco del turnover, motivo ricorrente di tutte le leggi finanziarie, di destra o di sinistra, rischia di compromettere la qualità e la sicurezza delle cure per operatori e cittadini. Milioni di ore lavorate al di là del debito contrattuale, di giorno e di notte, per garantire la continuità assistenziale stanno mettendo a dura prova la tenuta psicofisica degli operatori.

Alcune importanti Regioni hanno recentemente approvato Piani di rientro dal debito che, intervenendo unilateralmente su una materia di competenza del tavolo contrattuale, violano esplicitamente il CCNL vigente. Si realizza in tal modo un intollerabile attacco alle retribuzioni del personale sanitario contravvenendo a quell'insieme di regole condivise che costituisce il l'unico terreno per un corretto sistema di relazioni sindacali, al di fuori del quale c'è solo la barbarie del "tutti contro tutti".
Con il "sequestro" dei fondi contrattuali non disponibili per i bilanci aziendali, si tenta di far pagare ai dirigenti ed ai lavoratori il pesante debito accumulato da alcune Regioni, che ha origine in una cattiva e inefficiente gestione, nella sistematica ignoranza di norme, leggi e CCNL.

Il SSN appare interessato da una deriva federalista che, ignorando la lezione del referendum, mette a rischio la garanzia e la uniformità dei LEA e la stessa concezione del diritto alla salute come diritto di cittadinanza che vale per l'individuo a prescindere dalle condizioni contingenti in cui si trova a vivere.
La crescita dei divari territoriali nell'accesso alle cure e delle difformità del servizio offerto colpisce maggiormente gli strati più deboli ed indifesi della popolazione e incrina il principio di equità che è alla base di un servizio sanitario nazionale.

Il mancato avvio delle trattative per il rinnovo del CCNL scaduto da circa 20 mesi contribuisce alla perdita del potere di acquisto delle nostre retribuzioni, già falcidiate dal combinato disposto del mancato finanziamento del primo anno contrattuale e dell'incremento delle aliquote fiscali operato dalla ultima finanziaria. Il Comitato di settore non ha ancora emanato l'atto di indirizzo necessario, mentre constatiamo con preoccupazione il silenzio del DPEF in merito alla necessità di assicurare una rivalutazione economica della indennità di esclusività di rapporto, che ha perso potere di acquisto (-16,8%), legando le risorse destinate al suo finanziamento alla massa salariale e alla sua dinamica di crescita o a uno specifico finanziamento almeno equivalente.

Il ricorso ai contratti atipici continua ad essere l'unica via perseguita per far fronte alle crescenti carenze di organico della dirigenza del SSN, contribuendo ad una preoccupante destabilizzazione e dequalificazione del sistema. Al di fuori delle solite rituali promesse, non è stata ancora presentata una seria e convincente proposta dai Ministeri competenti per poter avviare una programmata stabilizzazione del lavoro precario.

Continua a preoccupare la grave penalizzazione dei giovani laureati il cui accesso ad un rapporto di lavoro con il SSN è possibile, in ossequio ad una sudditanza non solo psicologica alla Università, esclusivamente dopo il completamento di un lungo iter di studi, ad un'età media che pregiudica la possibilità di garantirsi un congruo trattamento pensionistico. Anche per tale motivo sollecitiamo la istituzione di un fondo di previdenza integrativa.

Per di più, se Governo, Parlamento e Ministro della Salute non riusciranno a garantire il diritto all'esercizio della libera professione nei tempi utili a superare la scadenza del 31 Luglio 2007 fissata dalla legge Bersani, si apriranno vuoti normativi forieri di gravi danni materiali e professionali per i dirigenti medici e sanitari, oltre a ledere il diritto dei cittadini alla libera scelta del rapporto con i curanti.
Su questo tema è in gioco la credibilità del Ministro della Salute e l'affidabilità della maggioranza di Governo chiamati a rispettare gli impegni ufficialmente assunti. I dirigenti del SSN sono stanchi delle ipocrisie e dei pregiudizi ideologici che hanno sempre accompagnato il dibattito sul tema.

Chiediamo, a questo punto, una assunzione di responsabilità collettiva per restituire ai professionisti del SSN dignità ed autonomia professionale, rispetto del loro ruolo sociale di garanti della qualità e della appropriatezza delle cure, certezza del principio di legittimità e di rispetto dei patti.

I Dirigenti Medici, Veterinari, Sanitari e Amministrativi del SSN vogliono difendere e promuovere il loro diritto a migliori e più sicure condizioni di lavoro insieme al diritto dei cittadini a migliori e più sicuri ospedali. I professionisti del SSN sono una importante risorsa della collettività ed un motore dello sviluppo sociale ed economico del Paese.

E' necessario e non più rinviabile un forte rilancio della Politica che si ispiri ai valori dell'equità e della solidarietà, come fondamenti di un sistema pubblico e nazionale di tutela della salute e che riconosca il principio del diritto alla salute come diritto di cittadinanza e non semplice tutela che lo Stato garantisce in relazione alla ricchezza o al luogo in cui capita di vivere.

Per questo auspichiamo dalle SSLL un segnale di attenzione e di presa di coscienza per le possibili conseguenze delle criticità descritte sulla qualità dell'assistenza sanitaria e sul rapporto del sistema sanitario con i professionisti che ne costituiscono il fattore produttivo decisivo.


Carlo Lusenti ANAAO ASSOMED
Raffaele Perrone Donnorso ANPO
Mario Sellini AUPI
Stefano Biasioli CIMO-ASMD (UGL Medici - SNAMI Dirigenza Medica - Unione Medica)
Aldo Grasselli CIVEMP (SIVEMP-SIMET)
Gianpaolo Fiorio FEDIR SANITA'
Giuseppe Garraffo FEDERAZIONE CISL MEDICI
Armando Masucci FEDERAZIONE MEDICI aderente UIL FPL (AMCO-COAS-NUOVA ASCOTI-SMI-UMI-UMUS-FAPAS-SPES-UIL FPL MEDICI)
Carmine Gigli FESMED (ACOI-ANMCO-AOGOI-SUMI-SEDI-FEMEPA-ANMDO)
Massimo Cozza FP CGIL MEDICI
Franco Socci SIDIRSS
Paolo Levoni SDS SNABI
Giangiuseppe Console SINAFO
Vincenzo Carpino UMSPED (AAROI-AIPAC-SNR)

 
 
 
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