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MIUR - Comunicato su riunione 26 ottobre e allegato


Roma, 31 ottobre 2017

IL MINISTERO CAVIA

Nella riunione ultima di contrattazione nazionale abbiamo avuto l'ultima sorpresina da parte degli organi di controllo che, nel certificare l'accordo sulle progressioni economiche 2017, hanno pensato bene di decurtare di 62 posizioni dal numero complessivo delle progressioni economiche. La motivazione? Del tutto inventata: una interpretazione capziosa dell'art.23 del D. Lgs. 150/09, con l'inserimento dell'obbligo di percentualizzare le progressioni al 50% della platea che potenzialmente ne beneficerebbe. Naturalmente non sottoscrivere definitivamente avrebbe comportato il blocco del processo e pertanto abbiamo predisposto e concordato unitariamente la nota a verbale che vi alleghiamo. Questa percentualizzazione è solo l'ultima trovata dei cosiddetti organi di controllo, e ormai abbiamo una sfilza di precedenti applicati alla contrattazione integrativa del MIUR ed in particolare sulle progressioni economiche, dall'obbligo di inserire la valutazione individuale nei criteri all'inserimento nei costi dell'indennità di vacanza contrattuale alla pretesa di far concludere il processo entro il 31 dicembre dopo avere fatto trascorrere ben 2 mesi e mezzo per certificare l'accordo con le restrizioni di cui sopra. Insomma un Ministero cavia su cui ormai si esercita una vessazione continuata, che si riflette anche in altre scelte governative. Il MIUR, infatti, non ha avuto un centesimo in tasca dal fondo straordinario da destinare alle assunzioni di cui alla scorsa legge di stabilità, e nell'attuale disegno di legge per la stabilità 2017 non è previsto nulla per le assunzioni di personale amministrativo, né si vede luce sulla possibile integrazione di risorse per remunerare le prestazioni rese in modo sempre più gravoso e inaccettabile, dai lavoratori.
Circa un mese fa abbiamo inviato una lettera unitaria alla Ministra chiedendole un incontro urgente per discutere esattamente di queste cose, abbiamo sollecitato e nessun segnale è arrivato dai piani alti del Ministero.
Abbiamo di conseguenza la sgradevole sensazione che la Ministra si sia adeguata allo stile di chi l'ha preceduta, ovvero si parla solo della Scuola, senza alcuna attenzione verso lo stato drammatico in cui versano i servizi amministrativi che fanno funzionare la Scuola Pubblica, tranne poi per rivendicare, grazie al superlavoro in deroga a qualunque norma contrattuale dei lavoratori, i meriti per il rispetto delle scadenze. E parlare di questo argomento sul tavolo di contrattazione nazionale diventa un esercizio inutile: ti viene data subito ragione, loro non fanno altro che segnalare il problema alla Direzione politica ed esprimono tutta la loro condivisione per le nostre valutazioni. Insomma un gioco a perdere,dove a perdere sono solo i lavoratori.

Quindi, signora Ministra, per noi sta ritornando il tempo della mobilitazione, se non arriva una convocazione in tempi più che solleciti e risposte adeguate alle nostre richieste.

FUA 2016

Nella stessa riunione abbiamo avuto il primo confronto sul FUA 2016. La proposta presentata dall'Amministrazione è sostanzialmente la fotocopia della proposta 2015. Noi abbiamo chiesto delle modifiche su cui sono convogliate la maggioranza delle altre sigle sindacali. Intanto abbiamo chiesto il riequilibrio almeno al 50% della ripartizione delle quote da suddividere tra produttività collettiva e produttività individuale, e poi abbiamo chiesto di inserire le procedure di garanzia per il valutato, ovvero la possibilità di ricorso per via gerarchica, con l'assistenza di un rappresentante sindacale, in caso di valutazione del dirigente giudicata non congrua.
Due proposte di cui la prima è di mediazione: per noi la ripartizione ideale sarebbe del tutto differente ed in ogni caso il sistema valutativo non può non tener contro anche dell'evoluzione normativa che ha avuto la materia, in seguito alla emanazione del D. Lgs. 74/2017. L'altro aspetto è la riduzione chirurgica dell'importo da assegnare agli Uffici, quota ridotta per effetto degli importi impegnati sulle progressioni economiche. Non vale nemmeno la fretta che hanno tentato di metterci, come se siglare domani potesse garantire l'immediata disponibilità delle risorse. Non è così, prima dell'estate prossima non ci sarà in ogni caso concreta disponibilità e quindi c'è tutto il tempo per avviare un confronto che inizi a rivedere radicalmente l'impostazione di un accordo che ha fatto certamente il suo tempo. Abbiamo sottolineato che i lavoratori in questo Ministero lavorano su obiettivi riconoscibili e quantificabili, non vengono retribuiti, se non in minima parte, per lo straordinario richiesto e poi si pretende di mantenere un assetto che, sulla base delle attuali risorse, diventa oggettivamente vessatorio.
L'Amministrazione si è riservata di rispondere nella prossima riunione, prevista per il 7 novembre, anche se la prima risposta non ci è sembrata confortante. A noi questa sembra una proposta ragionevole e ci sembrerebbe irragionevole non valutarla positivamente. Vedremo: ma deve essere chiaro che il riequilibrio nella ripartizione delle quota destinate alla produttività è un problema ineludibile, così come le procedure a garanzia dei valutati.In assenza di segnali siamo orientati a non sottoscrivere l'accordo.

FP CGIL Nazionale
  Claudio Meloni



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