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Quesiti

Le prospettive di un medico precario senza specializzazione

Quesito
Dal gennaio 1993 a tutt'oggi sono in servizio come medico palliativista presso l'Azienda USL, prima come titolare di borsa di studio poi come titolare di incarico libero-professionale su progetto, poi a tempo pieno: 38 ore settimanali dal gennaio 2004, per un totale di oltre 5 anni, con le responsabilità e l'autonomia del Dirigente medico.
 
Vorrei sapere che ne è stato della possibilità di veder riconosciuto come requisito equivalente alla specializzazione un periodo di servizio pari al mio.
 
Io sono al 17° anno di precariato e l'unica prospettiva che vedo nel mio futuro è la disoccupazione.

Non posso essere stabilizzata perché non possiedo il requisito della specializzazione, (non esiste la specializzazione in cure palliative).
 
Non posso far valere l'esperienza acquisita per accedere ai concorsi pubblici.

Sono stata di fatto esclusa dalla possibilità di accedere alla convenzione della medicina generale perché non possiedo il titolo e mi sono stati tolti retroattivamente i punti maturati come titoli di servizio nell'assistenza territoriale quando ero titolare di borsa di studio.
 
La frequenza della scuola di specializzazione non è compatibile con la mia attività perché comporta il ritorno allo status pieno di studente, la perdita della posizione in azienda e del ruolo professionale (non posso essere assunta come dipendente perchè non ho la specializzazione e non posso ottenere la specializzazione senza perdere il lavoro perchè non sono dipendente).
 
Alla scadenza del mio attuale contratto, con l'attuale normativa che prevede l'uso dei contratti libero-professionali solo in casi eccezionali e per brevi periodo e comunque richiede il titolo di specialista, sarò disoccupata e, a 49 anni e con un curriculum fortemente centrato sulle cure palliative, senza possibilità di altro inserimento nel mondo del lavoro.
 
Desidererei sapere quali siano le mie prospettive e se il sindacato si sia posto il problema di situazioni analoghe alla mia.

Risposta
Non si tratta di un caso isolato. L'unica possibilità di dare una risposta a questa situazione è una modifica legislativa.
 
Adesso si apre una possibilità con la nuova legge sul Governo Clinico che da giovedì sarà discussa in Commissione Affari Sociali alla Camera. La FPCGIL Medici già chiesto la modifica legislativa in audizione il 13 gennaio 2009. Sarebbe utile far sentire la voce di chi ritrova in questa drammatica condizione direttamente anche ai deputati della XII Commissione Affari Sociali della Camera. Di seguito la parte del documento della FPCGIL Medici che riguarda questo punto, presentato formalmente alla Camera.

Medici dipendenti precari senza specializzazione e medici convenzionati senza corso di formazione.
 
Un servizio sanitario efficiente e funzionale non può prescindere dalla questione della precarietà. Si tratta di un tema che va urgentemente affrontato nell'ambito di specifici provvedimenti riguardanti il pubblico impiego, ma che deve vedere nell'ambito di una legge sul governo clinico, almeno la risoluzione di due specifiche tematiche riguardanti l'area medica.

C'è in primo luogo la necessità di consentire ai medici che per più di cinque anni hanno svolto attività di dirigenti medici a tempo determinato, pur essendo privi della specializzazione, di poter partecipare ai concorsi, riconoscendo il lavoro svolto equivalente al requisito della specializzazione.

In secondo luogo c'è la drammatica urgenza di affrontare, per via legislativa, la precarietà medica nelle convenzioni, dove migliaia di medici, sostituti da diversi anni, stanno progressivamente perdendo la possibilità di lavorare, in quanto impossibilitati, per motivi anagrafici, ad accedere al corso di formazione.

Questi medici, pur essendosi iscritti alla Facoltà di Medicina prima del 1991, data dell'entrata in vigore del primo decreto di recepimento della normativa europea che prevede l'obbligatorietà del corso di formazione, ed essendosi laureati dopo il 1994, si sono comunque ritrovati a lavorare in modo precario, pur essendo privi del requisito del corso.

Per risolvere questa drammatica situazione si chiede di prevedere il diritto all'accesso alle graduatorie regionali per la medicina generale anche a questi medici, purché possiedano un'altra formazione complementare comprovata, come richiesto dalle Direttive Europee.





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